• Servizio Centrale Unica Emergenza - Provincia Autonoma di Trento

Individuazione della Centrale Remota per il Coordinamento di Soccorsi Sanitari in Emergenza

Nella prima fase di gestione di eventi in emergenza, il soccorso sanitario rappresenta un compito prioritario del Servizio Nazionale della Protezione Civile (SNPC), che può essere garantito soltanto attraverso una tempestiva attivazione ed un celere dispiegamento delle risorse necessarie allo scopo.

Per assicurare la direzione unitaria degli interventi di emergenza da parte del Capo del Dipartimento della Protezione Civile e per favorire il necessario supporto delle risorse del SNPC nelle attività di soccorso sanitario urgente, è necessario disporre, almeno nelle prime 72 ore dall'evento emergenziale, di un sistema di coordinamento dei soccorsi sanitari urgenti affidato a una Centrale operativa Remota Operazione Soccorso Sanitario (CROSS) preventivamente individuata, sita fuori dal territorio delle regioni interessate.

Valutata la situazione in atto e sentite le regioni interessate dall'evento, il Capo del Dipartimento di Protezione Civile può disporre l'attivazione della CROSS per favorire il necessario raccordo operativo tra le esigenze rappresentate dal territorio colpito e le disponibilità di risorse sanitarie delle componenti e strutture operative del Servizio Nazione Protezione Civile.

Per favorire il necessario flusso delle informazioni tra il territorio colpito e il coordinamento nazionale e permettere con celerità il dispiegamento delle risorse, ogni regione individua un Referente Sanitario Regionale (RSR) per le emergenze.

A tal fine, il Referente Sanitario Regionale opera in via diretta o attraverso strutture dell'emergenza sanitaria, secondo l'organizzazione in essere nella propria regione, sia per quanto riguarda la rintracciabilità, la trasmissione e la ricezione dei dati, che per le modalità di attivazione e/o movimentazione delle strutture sanitarie e delle risorse.

Il Referente Sanitario Regionale per le emergenze:

  • assicura l'integrazione del Sistema Regionale di Protezione Civile e il Servizio Sanitario Regionale per tutti gli aspetti sanitari connessi con l'evento di emergenza;
  • comunica con la Struttura Regionale di Protezione Civile e con il Dipartimento di Protezione Civile in relazione alla situazione in atto, alle priorità di intervento e alle risorse necessarie per assicurare l'assistenza sanitaria alla popolazione colpita;
  • assicura il raccordo con la CROSS e con le competenti strutture del Servizio Sanitario Territoriale, nonchè con la Struttura Regionale di Protezione Civile;
  • assicura il concorso del Servizio Sanitario REgionale alle attività di pianificazione dell'emergenza di Protezione Civile;

Tra i compiti della CROSS, è affidata la ricezione delle richieste di supporto da parte del Referente Sanitario Regionale, l'individuazione delle soluzioni più idonee da porre in essere per soddisfare le esigenze operative, nonchè l'attivazione e il coordinamento dell'intervento delle risorse attivate.

  • Scambio costante di informazioni
  • Corretta gestione delle richieste di intervento
  • Allineamento delle attività in essere
  • Analisi risorse sanitarie regionali
  • Valutazione delle disponibilità per un impiego in tempi adeguati
  • Bilanciamento risorse in relazione alle necessità
  • Attivazione e utilizzo delle risorse sanitarie
  • Attivazione e utilizzo delle strutture operative
  • Gestione di eventuali operazioni di evacuazione sanitaria

CENTRALI OPERATIVE DEL 118/112 e le manovre di RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE

IRC pubblica un'indagine Nazionale che descrive come le Centrali Operative 118 e NUE112 possono guidare i testimoni ad eseguire le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Milano, 16 Novembre - IRC - Italian Resuscitation Council - associazione scientifica senza scopo di lucro da anni impegnata a condurre un'intensa opera di formazione sulla rianimazione cardiopolmonare, ha effettuato una indagine telefonica a livello nazionale per descrivere come le centrali operative del 118/112 possono aiutare i testimoni di un arresto cardiaco a prestare i primi soccorsi.

L'indagine telefonica, condotta tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2016, ha visto coinvolti tutti i Sistemi 112/118 italiani che si sono dimostrati molto disponibili a condividere le proprie esperienze sulle modalità€ con cui gli operatori delle centrali operative (infermieri e tecnici) possono assistere telefonicamente i cittadini che prestano il proprio aiuto ad una vittima di arresto cardiaco, nell'attesa dell'arrivo dei soccorsi qualificati. Le domande hanno riguardato i principali aspetti della comunicazione tra operatore e cittadino che si rivolge al 118:

  • la corretta identificazione dell'arresto cardiaco;
  • la somministrazione di Istruzioni Pre-Arrivo (IPA) agli astanti, prima dell'arrivo dell'ambulanza, per far iniziare rapidamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP);
  • la localizzazione del defibrillatore semiautomatico (DAE) più vicino all'evento e le istruzioni per il suo corretto uso.

L'indagine ha coinvolto tutte le 79 centrali operative presenti sul territorio nazionale, che hanno risposto con grande disponibilità al 100%, e ha fornito un quadro realistico su questa particolare competenza del Servizio Sanitario. In caso arresto cardiaco, le istruzioni fornite dagli operatori possono migliorare il coinvolgimento delle persone presenti sulla scena facendo loro iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare e triplicare le possibilità di sopravvivenza delle vittime ("bystander CPR").

Di seguito l'esito dell'indagine.

Esito dell'indagine:

Il 97% delle centrali operative 118/112 dà indicazioni e istruzioni ai testimoni per metterli in grado di eseguire la RCP
Il 54% suggerisce di eseguire le sole compressioni toraciche (solo massaggio cardiaco)
Il 46% suggerisce la RCP standard (massaggio cardiaco e ventilazione bocca- bocca)
Gli operatori delle centrali forniscono indicazioni sulla localizzazione del DAE più vicino nel 43% dei casi
Nel 61% dei casi gli operatori di centrale aiutano i testimoni dell'arresto cardiaco ad utilizzare il DAE
Fonte dell'indagine: